Come Scomporre un Numero in Fattori Primi

Se sei qui vuol dire che oggi il professore non è stato chiaro su come si scompongono i numeri primi o forse tu non sei stato molto attento, diciamo la verità. Bene, proverò a farti un esempio che ti chiarisca un po’ le idee. Prendi carta e penna e proviamo insieme.

Per iniziare ti riporto la regola che dovresti imparare a memoria
Per scomporre numero in fattori primi devi dividere il numero stesso per il più piccolo numero primo per cui è possibile dividerlo. Dividi quindi il quoziente che hai ottenuto per il più piccolo numero primo che sia suo divisore. Ripeti questa operazione fino a che otterrai come quoziente 1.
Il numero iniziale sarà uguale al prodotto di tutti i numeri primi che hai trovato.

Vediamo in pratica come funziona. Prendiamo un numero a caso. Scelgo io! 366 per esempio.
scrivi il numero 366 e traccia una linea verticale accanto ad esso.
Ora devi trovare un numero da dividere per 366. Devi prendere il più piccolo che sia divisibile per esso. In questo caso il più piccolo è il 2. Scrivilo accanto al 366.

Ora esegui la divisione: 366:2. Otterrai 183. Riporta il 183 sotto al 366.

Adesso devi ripetere la procedura iniziale.
Devi trovare un numero da dividere per 183, non un numero qualsiasi ma, come prima, il più piccolo numero primo per cui 183 è divisibile. In questo caso il numero è il 3, che scriverai accanto al 183.
Ora, dividi il 183 per il 3 e scrivi il risultato, 61, sotto al numero 183.

Adesso, ripeti ancora una volta il procedimento iniziale e scrivi accanto al numero 61, 61 perchè questo numero è divisibile solo per se stesso. Il risultato della divisione 61:61 darà 1 che scriverai sotto al 61.
La tua scomposizione è completata. Ora se provi a moltiplicare tutti i numeri primi, che hai trovato e che hai scritto sulla destra della linea, otterrai il numero iniziale, il 366.

Come Risparmiare Carburante Guidando

Un utile riepilogo per risparmiare benzina o gasolio durante la guida, specialmente in questi ultimi periodi dove il prezzo del carburante è andato alle stelle. Torna utile conoscere alcuni consigli su come consumare meno e di conseguenza inquinare meno.

Passa alla marcia superiore. Tirare le marce per avere max. accelerazione può costarti molto caro quando fai rifornimento. Al momento opportuno scegli sempre di passare alla marcia superiore
Evita le partenze da gran premio. In questa fase il consumo di carburante è molto elevato. Le partenze migliori sono il risultato di un gioco frizione-acceleratore graduale. Far andare troppo “su di giri” il motore in partenza è come buttare i propri soldi dalla finestra.

In prossimità dei semafori rossi è consigliabile decelerare fin da lontano. E’ inutile fare la corsa per arrivare prima allo stop. Rallentando nel tratto di avvicinamento al semaforo potreste giungere all’incrocio col segnale verde evitando in questo modo una costosa sosta. Lo stop-and-go cittadino è una delle principali cause del consumo di carburante.

Tenere aperti i finestrini o il tettuccio apribile nei tratti extra-urbani agisce anche come effetto frenante per l’automobile, spingendo in alto il consumo di carburante. Aprili soltanto per il tempo necessario al ricambio dell’aria nell’abitacolo.
Il climatizzatore dell’automobile non è gratuito. Il suo utilizzo può comportare una maggiorazione del 20% nei consumi. Usalo con moderazione e soltanto quando è necessario. Impostare il climatizzatore a temperature troppo basse accresce il consumo in modo esponenziale. In città spegnetelo ed aprite il finestrino.

Come Funzionano le Confezionatrici Verticali

La confezionatrice verticale è un macchinario che avvolge il prodotto in un tubo sigillandolo. Il nastro di confezionamento viene termosaldato in modo da formare un tubo, al suo interno viene caricato il prodotto da un sistema di dosaggio ed infine il tubo viene saldato e tagliato formando singole buste di prodotto, come ad esempio detersivi, patatine ecc.

Il materiale termosaldabile che costituisce l’involucro è principalmente polipropilene (PP) o polietilene (PE), spesso abbinato ad altri materiali come carta o tessuto non tessuto. I punti caratteristici della confezionatrice verticale sono:
-Alimentazione per caduta
Composta da sistemi di dosaggio come dosatori a tazze, dosatori a coclea o pesatrici.
-Sistemi di termosaldatura
I più comunemente usati sono le barre a caldo o a impulso. Il macchinario opera tre saldature: verticale(che chiude la struttura a tubo), orizzontale inferiore(fondo della busta) e orizzontale superiore (chiusura della busta, nonché fondo della busta successiva). Le barre a caldo funzionano quindi in modo simile a quelle che si trovano nelle macchine per sottovuoto domestiche.

Per scegliere la confezionatrice giusta è necessario considerare alcuni aspetti.
Per iniziare, le funzionalità integrate possono fare la differenza, possiamo infatti trovare modelli con la possibilità di pesare, confezionare e aggiungere etichette a diverse tipologie di prodotti senza alcuna fatica.
Bisogna poi considerare le dimensioni del dispositivo, che devono essere adeguate agli spazi disponibili all’interno di una determinata area aziendale.

La flessibilità è un altro aspetto da valutare, cioè la possibilità di utilizzare una singola macchina per numerosi prodotti in tutta tranquillità.
Infine, l’etichettatura deve essere curata nei minimi particolari da macchinari così sofisticati, con tecnologie di ultima generazione.

Come Riconoscere un Rolex Autentico

Il Rolex, bisogna dirlo, è diventato ormai un mito. E’ un oggetto speciale, per persone speciali, simbolo anche di evidente benessere. Bello, classico nello stile, con una meccanica accurata offre una sublime sintesi di eleganza e sportività. Di solito per avere un Rolex originale, occorre recarsi presso un orologiaio autorizzato Rolex.

Come inizio diciamo subito che il vero Rolex è un orologio con movimento automatico, e non al quarzo. Cosa significa questo? Nel movimento automatico le lancette si muovono a piccoli scatti e per passare da un secondo all’altro fanno circa 5 scatti, mentre quelli col movimento al quarzo fanno un solo scatto. Questo può essere uno dei tanti elementi per riconoscere un Rolex vero da uno falso.

Ad onor del vero va detto che ci sono dei falsi, ritenuti addirittura dei capolavori, identici in tutto e per tutto a quelli veri e tali da mettere in difficoltà persino gli esperti del settore. Comunque noi ci atteniamo ai manufatti meno perfetti, che invadono il vasto mercato dei turisti e il nostro. Cominciamo col dare uno sguardo all’interno del quadrante.

Esso deve avere la scritta Rolex, Oyster Perpetual Date nella parte superiore, mentre sotto, quasi al centro, deve leggersi la dicitura “Superlative chronometer, officially certified”. Controlla se, sotto il numero 6, è riportata scritta “Swiss made”. Per quanto riguarda il peso il Rolex originale è molto leggero, perchè usa materiali molto particolari, quelli falsi sono al contrario delle patacche pesanti.

Sulla vite di regolazione ci deve essere la coroncina Rolex con sotto o un pallino o due o una linea, dipende dal modello e dal materiale. Osserva la cassa nella parte retrostante e il cinturino. Devi trovarci il numero seriale, il tipo di materiale e se, è di oro o di platino il timbro st/d a garanzia della autenticità.

Sulla base di questo numero di serie stampato, se telefoni alla Rolex, questa ti potrà dare subito conferma dell’esistenza o meno di tale orologio e, in caso affermativo, ti fornirà i dati e addirittura la sua storia. Apri ora la cassa e guarda al suo interno. Devi trovare tutte le ruote visibili dorate (cfr. l’immagine).

Sul movimento vicino al bilanciere deve essere visibile uno dei fori vuoti per il fissaggio del movimento base. Occhio al timbro dell’incisione sul fondello, deve essere sempre molto nitido. Nel caso che ti mostro nell’immagine, non è sufficientemente nitido. Infatti il numero è scarsamente leggibile. Quindi va da sé che questo Rolex è una patacca vera e propria.

Un ultimo e importante sguardo va dato al vetro del quadrante. Deve essere Zaffiro di altissima qualita’, un materiale del tutto inscalfibile e lo spessore del vetro deve riportare quello della lente d’ingrandimento del calendario, che peraltro non deve risultare né applicata e nè incollata, ma deve far corpo unico con lo stesso cristallo.

Come Raccontare una Storia con le Ombre Cinesi

Ascoltare le storie, per un bambino è sempre un momento magico… se mentre narriamo ricorriamo all’utilizzo delle ombre cinesi, useremo una strategia comunicativa che privilegia l’essenziale e avvicina il bambino all’assunzione di altri punti di vista.

La prima cosa che dovrai fare sarà quella di attivarti preventivamente per “sceneggiare”… dovrai infatti suddividere la narrazione in sequenze alle quali attribuire un particolare stato emotivo, poichè è interessante abbinare alle ombre anche i colori dello sfondo. Realizza i filtri colorati con fogli di acetato da posizionare davanti alla sorgente luminosa che utilizzerai(perciò la dimensione dei filtri varierà a seconda se dello strumento usato).

La sorgente luminos dovrà illuminare lo schermo formato da un telo bianco appeaso ad un filo per stendere i panni. Posiziona la fonte luminosa su un tavolo, in modo che si trovi allineato con il centro dello schermo. Costruisci con del cartoncino robusto le sagome dei personaggi nominati nella storia.

Una volta che avrai disegnato e ritagliato le tue sagome, fissale con della colla caldo, ad un bastoncino di legno abbastanza lungo(vanno bene quelli che servono da supporto alle piante). A questo punto le sagome sono pronte per raccontare la loro storia che, coinvolgendo i tuoi piccoli spettatori, utilizzerai animandole e mettendole dietro lo schermo bianco.