Come Organizzare un Picnic

Un picnic è una piccola festa all’aperto,di seguito cosa portare e come prepare.

Cosa serve
-Cestino da picnic o anche un contenitore di plastica quelli grandi da mettere tutto dentro
-Tovaglia se possibile a quadrettoni
-Un plaid,magari uno vecchio
-Contenitori di plastica per il cibo
-Tovaglioli di carta ma va bene pure uno rottolo
-Posate
-Bicchieri
-Borsa frigo con i ghiaccioli o mini frigo
-Sacchetti per l’immondizia

Cibo
-Tramezzini
-Pizzette
-Paninetti al latte
-Quiche o torta salata
-Carote
-Sedano
-Insalata di frutta
-Acqua
-Bibite
-Succhi di frutta
-Brownies, muffin
-Patatine

Istruzioni per l’uso
Scegliere la data e un posto ma soprattutto consultare le previsioni del tempo

Prendere informazioni sulla strada

Preparare il giorno prima il cibo salato e dolce e impacchettare il tutto ed inserirli nei contenitore di platica

Riempire il cestino da picnic con il cibo nei contenitori e con bicchieri, piatti, salviettine,tovagliolini,tovaglia e plaid

Riempire la borsa a frigo per le bevande

Partire per il picnic

Come Rendere Morbida la Carne del Brodo

Il brodo di carne è un piatto molto gustoso, ma spesso la carne utilizzata per renderlo così buono, a fine cottura, è diventata dura e poco saporita. In questo caso, soprattutto per i bambini, risulta poco appetibile e “fastidiosa” da mangiare. Ma il segreto per ovviare a questo inconveniente c’è ed è racchiuso nel semplice procedimento di preparazione, esposto di seguito. Preparato in questo modo il risultato sarà eccellente: brodo leggero ma gustoso e carne tenera e saporita.

Ingredienti
– 400 g di carne di manzo
– 2 l di acqua
– una cipolla media
– una costa di sedano
– una carota
– 3 o 4 pomodori maturi
– olio
– sale
– pepe

Lavare le verdure, immergere per qualche minuto i pomodori in acqua bollente, spellarli, aprirli, privarli dei semi e tagliarli a pezzetti. Tritare la cipolla, tagliare a pezzetti la carota e il sedano quindi versare tutti gli ingredienti in una pentola capiente e aggiungere 2 litri di acqua.
Mettere sul fuoco e portare ad ebollizione. Aggiungere il sale e la carne.
Quando riprende il bollore abbassare la fiamma e far cuocere fino a che la carne non risulterà tenera (deve essere facilmente penetrabile con una forchetta)
A questo punto togliere la carne e tenerla da parte con un mestolo di brodo.
Aggiungere un filo d’olio (se la carne è molto magra) e cuocere la pasta direttamente nel brodo. Se dovesse risultare troppo ristretto, aggiungere l’acqua necessaria alla cottura della pasta

Suggerimenti
La carne rimarrà tenera e dopo averla tagliata in piccole parti potrà essere utilizzata in due modi per preparare un buon secondo piatto
-Lasciarla raffreddare e preparare un’insalata con pomodori, sedano bianco, cipolla (se piace), olive bianche e/o nere, olio e sale. A piacere si può irrorare con succo di limone.
-Friggere delle patate tagliate a spicchi. Appoggiarle su carta assorbente per togliere l’olio in eccesso. Sistemarle in una padella insieme ai pezzetti di carne. Aggiungere sale e pepe, un mestolo di brodo tenuto da parte e del formaggio grattugiatCome rendere morbida la carne del brodoo a piacere.
-Proprio quest’ultimo piatto (preferibilmente senza pepe) è quello molto gradito dai bambini, anche da coloro che non amano molto la carne.

Rendere morbida la carne del brodo ci permetterà di prendere due piccioni con una fava: avere un ottimo brodo e preparare una pietanza gradita ai più piccoli.

Come Fare una Ciambella Brioche in Casa

Ieri mi è venuto lo sghiribizzo di creare una corona a base di pan brioche (adoro quest’impasto!!!) con l’aggiunta di una cremina di nocciole… Che dite? Si può addentare?!

Per la brioche, ho inserito nella macchina del pane i seguenti ingredienti (nell’ordine):
280 ml di latte (io di soia, ovviamente)
1 uovo
50 g di burro fuso
450 g di farina (per me l’ideale è la Farina d’America – Manitoba di Molino Spadoni)
60 g di nocciole tritate
100 g di zucchero
un pizzico di sale
una bustina di lievito secco per pane

Ho impostato la macchina su “impasto e lievitazione” e, dopo circa 2 ore, era bella soffice (se la fate a mano, lasciatela riposare finché non raddoppia di volume). Con le mani infarinate, ho creato tante palline e le ho disposte una accanto all’altra nello stampo per ciambelle precedentemente imburrato.

Poi ho preparato la cremina, mescolando insieme:
50 g di burro
30 g di zucchero
50 g di nocciole tritate
un goccio di latte
A questo punto, ho ricoperto la mia finta ciambella di pan brioche con questa crema, distribuendola per bene su tutta la superficie. Ho infornato a 180° per mezz’ora circa e… che profumo.

Cosa Sono i Cocktail

Il cocktail è una bevanda composta da vari ingredienti che vengono miscelati tra di loro. Generalmente almeno uno di essi è alcolico. Nel 1930 si ha notizia di una pubblicazione, il Savoy Cocktail Book1, nella quale si stabilivano alcune regole generali per preparare un cocktail. L’arte di miscelare divenne talmente diffusa che nel corso degli anni nacquero associazioni di categoria specializzate come l’IBA (International Bartenders Association, nata nel 1951, www.iba-world.org) e, in Italia, l’AIBES (Associazione Italiana Barmen e Sostenitori, nata nel 1949, www.aibes.it) e la FIB (Federazione Italiana Barman, fondata da 3 barman, Massimo Speroni, Losavio Tommaso e Moschetti Andrea nel 2001, www. fib.cc). La storia dei cocktails va di pari passo con la storia di queste associazioni. Nel 1961 una commissione formata dai migliori barman di tutto il mondo (International Cocktail Committee) stabilì alcune regole per dosare i cocktail. Poi vennero scelti e codificati 50. Negli anni la lista si allungò fino a 60 cocktail regolamentari. Oggi invece i cocktail sono 66, divisi in 5 categorie dall’IBA: Pre-dinner, After-dinner, Long drink, Cocktails famosi (Popular) e Special cocktails.

Molto spesso sui libri trovate una suddivisione generica dei cocktails, come cocktail aperitivi, cocktail digestivi, cocktail “any time” e così via… L’IBA ha deciso di suddividerli in 4 categorie: Pre-dinner, After-dinner, Long drinks e Popular cocktails. All’inizio del 2010 poi è stata aggiunta una nuova categoria Special cocktails, dove al momento è presente un solo cocktail.
Cocktails aperitivi (Pre-dinner): si tratta di miscele dal gusto pulito, secco o amabile. In essi sono presenti ingredienti che stimolano l’appetito (per esempio i vermouth).
Cocktails digestivi (After-dinner): sono miscele dal gusto secco o amabili. A volte contengono liquori alle erbe e hanno un’alcolicità medio-alta. Un tipico esempio è l’Apotheke (non più presente tra i cocktails dell’IBA). Tra quelli più famosi come after dinner vi è sicuramente il Brandy Alexander (conosciuto universalmente semplicemente come Alexander, 2 cl di Cognac, 2 cl di Crema di Cacao scura, 2 cl di Crema di latte).
Cocktail long drink : la funzione di questi cocktails è dissetare. Per questo motivo la loro alcolicità è medio bassa o addirittura assente. I ling drink vanno dai 25 ai 30 cl, ma quasi tutti quelli codificati dall’IBA si aggirano intorno ai 15 cl.
Popular cocktails : sono cocktails diventati famosi grazie ad un passaparola oppure perché consumati da qualche personaggio famoso (è il caso del Cosmopolitan preferito dalla cantante Madonna e divenuto ancora più celebre per essere comparso nella serie TV Sex and City).
Special cocktails : cocktail dedicati a personaggi speciali, come al fotografo Phil Coburn che ha perso l’uso delle gambe in un attentato in Afghanistan.

Oltre a queste 5 suddivisioni più o meno nette, vi sono anche i cocktails “any time”: si tratta di bevande che grazie alle loro caratteristiche (alcolicità medio-bassa, gusto amabile, per esempio), si possono bere in qualsiasi ora del giorno e della notte. Un tipico esempio è il cocktail Grasshopper (2 cl di Crema di menta verde, 2 cl di Crema di Cacao bianca, 2 cl di Crema di latte).
Cocktail tonici: sono energetici, alimentari, corroboranti, e i loro ingredienti variano dalle uova, al latte; dai succhi di frutta e verdura freschi, fino ad arrivare al brodo di manzo (Bull Shot). Possono essere bevuti in qualsiasi momento della giornata. I cocktail caldi vengono consumati in genere nel periodo invernale, viceversa in estate si prediligono miscele fredde. Un esempio è il cocktail Bloody Mary che presenta tra gli ingredienti il succo di pomodoro.

Quali Strumenti Servono per Preparare Cocktail in Casa

Per poter lavorare da subito e preparare gustosi cocktails, quello che occorre è una buona attrezzatura. Basilare per la preparazione dei cocktail è l’uso dello shaker e del mixing-glass. Vediamo come funzionano. È molto semplice ricordarsi l’uso dello shaker e l’uso del mixing-glass. Lo shaker viene utilizzato per i cocktails più “densi” (composti, per esempio, da sciroppi, succhi, ingredienti comunque più difficili da amalgamare) e quindi che necessitano di essere “sbattuti” in modo energico. Esistono due varianti dello shaker: quello “americano”, chiamato semplicemente Boston e formato da due pezzi, un bicchiere in vetro e uno in acciaio; e quello “continentale”, formato da 3 pezzi: tappo, filtro e bicchiere in acciaio Il mixing-glass invece è formato da un solo pezzo, in vetro e viene adoperato per miscele più liquide e facilmente amalgamabili.

Ecco alcune norme da tenere a mente quando si usano questi due strumenti
-lo shaker deve essere agitato in maniera decisa per almeno 5 secondi
-lo shaker non va riempito più di quattro quinti per ottenere una miscelazione conveniente
-i vari ingredienti vanno versati nello shaker in quest’ordine: ghiaccio, zucchero, uova, latte, alcolici, succhi
-i cocktail chiari preparati con alcolici non liquorosi (esempio il vermouth dry) non vanno preparati con lo shaker
-bicchieri e ghiaccio debbono essere perfettamente puliti e inodori, motivo per cui può essere utile una macchina del ghiaccio.
-il contenuto dello shaker o del mixing-glass va versato nei bicchieri allineati riempiendoli prima tutti per metà e poi ricominciando dal primo per ottenere eguale distribuzione degli ingredienti per tutti gli ospiti, siano essi 2, 4 o più
-nei cocktails decorati (bucce d’arance o di limone, ciliege, o altro) bisogna curare molto la presentazione perché salta subito agli occhi e deve soddisfare l’ospite
-Champagne, spumanti o acqua soda non vanno mai introdotti nello shaker, ma versati direttamente nei bicchieri, sempre dopo gli altri eventuali ingredienti.

Oltre ai citati shaker e mixing-glass abbiamo altre attrezzature di “supporto”.
Bottiglia contagocce: è necessaria per dosare alcuni bitter, curacao, essenze e salse.
Boston: come accennavamo, è formato da due pezzi, uno in acciaio e l’altro in vetro che si incastrano uno nell’altro. Serve per agitare miscele con ingredienti densi (proprio come lo shaker “continentale”). Dopo la miscelazione, si apre e il contenuto resta solo nella parte in acciaio; si filtra con un passino (strainer). Il Boston è uno shaker a tutti gli effetti e viene anche chiamato “shaker americano”.
Cannucce: sono molto utilizzate, specialmente per i long drink. Per i bicchieri bassi sono adatte quelle corte.
Cavatappi: per l’apertura delle bottiglie. Meglio averne di diversi tipi, quello utilizzato dai sommelier è il migliore, soprattutto se siamo davanti a bottiglie con tappo a sughero. Esistono anche modelli più semplici (quelli idonei per i tappi a corona).
Coltellino: utilizzato principalmente per pulire la frutta e togliere la scorza degli agrumi. Si può utilizzare anche uno spelucchino.
Cucchiai: per miscelare alcuni cocktail generalmente si usa un cucchiaio a manico lungo. Il cucchiaino da caffè si utilizza per misurare la quantità di alcuni ingredienti.
Frullatore (blender): per frullare la frutta e miscelare alcuni ingredienti particolarmente densi. Può essere utilizzato anche per alcuni cocktail, come il Frozen Daiquiri e il Banana Daiquiri Frozen.
Frullino: è una lunga asticciola che termina con una paletta adatta per miscelare alcuni tipi di cocktail.
Grattugia : per grattugiare le scorze d’arancia, limone o noce moscata.
Lime squeezer: per spremere i lime tagliati a metà. Difficilmente reperibile nei negozi, si trova facilmente su Internet, in particolare su Ebay.it. Esiste anche una variante “messicana”. Macinino : per macinare pepe, cannella o altre spezie.
Mixing-glass : Recipiente in vetro tronco-conico in cui si realizzano alcune miscele. Il mixing-glass si usa per cocktail con ingredienti facilmente amalgamabili.
Passino: detto anche strainer. E’ una specie di paletta – in acciaio inossidabile o argento – che ha intorno una spirale per evitare che i cubetti di ghiaccio o pezzi di frutta cadano nel bicchiere.
Pinze: servono per prelevare i cubetti di ghiaccio.
Secchiello da ghiaccio: per raffreddare le bottiglie.
Sifone da seltz: per ottenere acqua con molta anidride carbonica.
Spremiagrumi : per ottenere il succo da limoni o arance.
Stopper: si tratta di una specie di tappo, ovvero di sistema di chiusura in metallo, che permette di richiudere ermeticamente le bottiglie di spumante o champagne senza dissipare il contenuto di anidride carbonica.
Tritaghiaccio: apparecchio elettrico o manuale che serve per ottenere ghiaccio tritato.

Con questi strumenti è possibile iniziare a lavorare.