Come Riconoscere un Rolex Autentico

Il Rolex, bisogna dirlo, è diventato ormai un mito. E’ un oggetto speciale, per persone speciali, simbolo anche di evidente benessere. Bello, classico nello stile, con una meccanica accurata offre una sublime sintesi di eleganza e sportività. Di solito per avere un Rolex originale, occorre recarsi presso un orologiaio autorizzato Rolex.

Come inizio diciamo subito che il vero Rolex è un orologio con movimento automatico, e non al quarzo. Cosa significa questo? Nel movimento automatico le lancette si muovono a piccoli scatti e per passare da un secondo all’altro fanno circa 5 scatti, mentre quelli col movimento al quarzo fanno un solo scatto. Questo può essere uno dei tanti elementi per riconoscere un Rolex vero da uno falso.

Ad onor del vero va detto che ci sono dei falsi, ritenuti addirittura dei capolavori, identici in tutto e per tutto a quelli veri e tali da mettere in difficoltà persino gli esperti del settore. Comunque noi ci atteniamo ai manufatti meno perfetti, che invadono il vasto mercato dei turisti e il nostro. Cominciamo col dare uno sguardo all’interno del quadrante.

Esso deve avere la scritta Rolex, Oyster Perpetual Date nella parte superiore, mentre sotto, quasi al centro, deve leggersi la dicitura “Superlative chronometer, officially certified”. Controlla se, sotto il numero 6, è riportata scritta “Swiss made”. Per quanto riguarda il peso il Rolex originale è molto leggero, perchè usa materiali molto particolari, quelli falsi sono al contrario delle patacche pesanti.

Sulla vite di regolazione ci deve essere la coroncina Rolex con sotto o un pallino o due o una linea, dipende dal modello e dal materiale. Osserva la cassa nella parte retrostante e il cinturino. Devi trovarci il numero seriale, il tipo di materiale e se, è di oro o di platino il timbro st/d a garanzia della autenticità.

Sulla base di questo numero di serie stampato, se telefoni alla Rolex, questa ti potrà dare subito conferma dell’esistenza o meno di tale orologio e, in caso affermativo, ti fornirà i dati e addirittura la sua storia. Apri ora la cassa e guarda al suo interno. Devi trovare tutte le ruote visibili dorate (cfr. l’immagine).

Sul movimento vicino al bilanciere deve essere visibile uno dei fori vuoti per il fissaggio del movimento base. Occhio al timbro dell’incisione sul fondello, deve essere sempre molto nitido. Nel caso che ti mostro nell’immagine, non è sufficientemente nitido. Infatti il numero è scarsamente leggibile. Quindi va da sé che questo Rolex è una patacca vera e propria.

Un ultimo e importante sguardo va dato al vetro del quadrante. Deve essere Zaffiro di altissima qualita’, un materiale del tutto inscalfibile e lo spessore del vetro deve riportare quello della lente d’ingrandimento del calendario, che peraltro non deve risultare né applicata e nè incollata, ma deve far corpo unico con lo stesso cristallo.

Come Raccontare una Storia con le Ombre Cinesi

Ascoltare le storie, per un bambino è sempre un momento magico… se mentre narriamo ricorriamo all’utilizzo delle ombre cinesi, useremo una strategia comunicativa che privilegia l’essenziale e avvicina il bambino all’assunzione di altri punti di vista.

La prima cosa che dovrai fare sarà quella di attivarti preventivamente per “sceneggiare”… dovrai infatti suddividere la narrazione in sequenze alle quali attribuire un particolare stato emotivo, poichè è interessante abbinare alle ombre anche i colori dello sfondo. Realizza i filtri colorati con fogli di acetato da posizionare davanti alla sorgente luminosa che utilizzerai(perciò la dimensione dei filtri varierà a seconda se dello strumento usato).

La sorgente luminos dovrà illuminare lo schermo formato da un telo bianco appeaso ad un filo per stendere i panni. Posiziona la fonte luminosa su un tavolo, in modo che si trovi allineato con il centro dello schermo. Costruisci con del cartoncino robusto le sagome dei personaggi nominati nella storia.

Una volta che avrai disegnato e ritagliato le tue sagome, fissale con della colla caldo, ad un bastoncino di legno abbastanza lungo(vanno bene quelli che servono da supporto alle piante). A questo punto le sagome sono pronte per raccontare la loro storia che, coinvolgendo i tuoi piccoli spettatori, utilizzerai animandole e mettendole dietro lo schermo bianco.

Come Raccontare una Storia con i Burattini

Ci troviamo nell’epoca dei videogames, dei giochi elettronici e dei cartoni a tutte le ore, ma l’intramontabile fascino delle storie narrate dai burattini è una magia che tutti, grandi e piccini, devono prima o poi assaporare. Non far perdere ai tuoi bambini e ai loro amichetti quest’incanto! Racconta loro una storia di grande fascino e divertimento. Segui queste regole e vedrai.

Procurati qualche burattino (pupazzi con il corpo di pezza che si infilano come guanti) e un piccolo teatrino che farà da scena al tuo spettacolino. Pensa ad una storia da raccontare (puoi prendere spunto dalle favole classiche oppure scaricarne qualcuna simpatica da internet). Fai sedere i bambini dinanzi al teatrino e spiega loro che durante il racconto devono restare seduti e stare attenti perché i burattini faranno loro delle domande.

Una cosa molto importante, per un’ottima riuscita del teatrino, è, appunto, l’interazione con i piccoli. Solitamente, infatti, i bambini sono entusiasti all’inizio, ma via via si deconcentrano, perdono interesse e si annoiano. Lo scopo, quindi, è di inventare una storia che non solo attiri la loro attenzione, ma che li faccia partecipare attivamente. Durante la storia è bene che i bimbi si sentano indispensabili ed “utili”: si può dir loro che i pupazzi hanno bisogno del loro aiuto e della loro collaborazione.

Si può farli partecipare ad uno scherzo a discapito di un burattino antipatico facendo, per esempio, tutti insieme una pernacchia oppure facendoli addormentare “per finta” quando esce un burattino super-chiacchierone. Un altro suggerimento è quello di invitare i bambini a darsi tra loro la mano in modo che si formi una “catena magica” per aiutare un vecchio mago che non ricorda più le formule e ha bisogno del loro intervento.

Come Giocare ai Cuori

Ecco pronta per te questa guida contenente un’idea per un simpatico gioco da fare con i dadi e in compagnia di quante persone ti pare. Infatti è un gioco che richiede un minimo di due partecipanti ma non prevede un numero massimo di giocatori.

Occorrente
6 dadi
Foglio di carta per marcare i punti

Comincio subito ad esporti lo scopo di questo gioco, che è quello di lanciare i dadi per ottenere sequenze quanto più lunghe possibile partendo dall’asso. Adesso comincia l’azione del gioco. Ciascun giocatore lancia un dado per stabilire quale di essi sarà il primo a dare inizio al gioco. I giocatori si alternano quindi, seguendo il movimento orario.

I giocatori lanciano ciascuno i 6 dadi una sola volta al proprio turno di gioco. Il risultato dei 6 dadi viene conteggiato secondo la lunghezza ottenuta: un asso: 5 punti; asso due: 10 punti; asso due tre: 15 punti; asso due tre quattro: 20 punti; asso due tre quattro cinque: 25 punti; asso due tre quattro cinque sei: 35 punti.

Un asso che esce due volte in un lancio può essere utilizzato una sola volta; è dunque impossibile contare più di una sequenza in un unico lancio. Tre assi in un solo lancio annullano tutti i punti accumulati fino a quel momento dal giocatore, che deve ripartire da zero. Vince chi raggiunge per primo 100 punti.

Come si Gioca ai Colori dell’Acqua

L’educazione stradale acquista una funzione importante fin dai primi anni, perchè sviluppa la sicurezza dei bambini nei riguardi della strada, li aiuta a conoscere le regole e sollecita la conoscenza dei linguaggi non verbali, tipici dei segnali stradali, e loro li incontrano ogni giorno.

Organizza insieme ai bambini il gioco del semaforo, individuando i modo e gli strumenti per organizzarlo.. Spiega che con il giallo-si deve fare attenzione; col verde è via libera; col rosso non si passa… Costruisci tre palette di cartone robusto, naturalmente una rossa, una gialla e una verde.

Stabilite le regole del gioco cioè come ci si deve comportare quando si alzerà una paletta… concorda con il gruppo di bambini la distribuzione dei ruoli; un bambino con le palette farà il semaforo e si collocherà nel mezzo al campo di gioco o di un salone (incrocio). gli altri bambini circolano liberamente.

Ma quando giungono all’incrocio, per attraversarlo devono osservare il colore della paletta alzata e comportarsi di conseguenza, secondo le regole concordate dalla circolazione stradale. Se giochi in un salone puoi tracciare a terra con dei gessi colorati un percorso di strada per abituare i bambini a percorrere la strada sulla destra e a cedere la precedenza quando arrivano ad un incrocio.