Come Mettere una Pellicola Protettiva sullo Smartphone

Avete paura che lo schermo del vostro cellulare si possa graffiare? Allora avete trovato la guida che fa al caso vostro. Grazie a questa guida sarete in grado di montare una pellicola protettiva sul display del vostro cellulare in grado di proteggerlo da graffi.

Occorrente
Pellicola protettiva
Acqua
Panni

Per iniziare acquistate una pellicola proteggi schermo adatta per il nostro cellulare presso un negozio di telefonia. Ora pulite perfettamente il display del telefono, anche il minimo residuo rimasto può favorire la formazione di microbolle, attenzione, la superficie del display deve essere completamente priva di graffi o ammaccature per poter ottenere un risultato ottimale.

Passando un panno bagnato (che non lasci pelucchi) inumidite uniformemente tutta la superficie interessata facendo in modo che il display risulti coperto di tante piccolissime gocce d’acqua. Staccate la pellicola trasparente dal supporto di carta e posizionarla delicatamente sul display del vostro cellulare.

Ora con un panno asciutto passate più volte sulla superficie applicando una lieve pressione sempre dall’interno verso i bordi eliminando così eventuali bolle d’aria, eventuali microbolle rimaste scompaiono nel giro di ventiquattro ore. Se le pellicole sono lavabili potete lavarle una volta al mese in modo da rimuovere i residui di polvere.

Come Fare una Ciambella Brioche in Casa

Ieri mi è venuto lo sghiribizzo di creare una corona a base di pan brioche (adoro quest’impasto!!!) con l’aggiunta di una cremina di nocciole… Che dite? Si può addentare?!

Per la brioche, ho inserito nella macchina del pane i seguenti ingredienti (nell’ordine):
280 ml di latte (io di soia, ovviamente)
1 uovo
50 g di burro fuso
450 g di farina (per me l’ideale è la Farina d’America – Manitoba di Molino Spadoni)
60 g di nocciole tritate
100 g di zucchero
un pizzico di sale
una bustina di lievito secco per pane

Ho impostato la macchina su “impasto e lievitazione” e, dopo circa 2 ore, era bella soffice (se la fate a mano, lasciatela riposare finché non raddoppia di volume). Con le mani infarinate, ho creato tante palline e le ho disposte una accanto all’altra nello stampo per ciambelle precedentemente imburrato.

Poi ho preparato la cremina, mescolando insieme:
50 g di burro
30 g di zucchero
50 g di nocciole tritate
un goccio di latte
A questo punto, ho ricoperto la mia finta ciambella di pan brioche con questa crema, distribuendola per bene su tutta la superficie. Ho infornato a 180° per mezz’ora circa e… che profumo.

Come Montare una Presa Elettrica

Quando si tratta di cambiare una presa elettrica già esistente, magari nel caso che tu abbia da poco cambiato casa o che quelle già presenti non soddisfano le tue esigenze, bisogna eseguire dei semplici ma fondamentali passaggi che sono descritti in questa utile guida.

Occorrente
Tester
Cacciaviti

Prima di tutto dovrai disinserire o svitare il fusibile del circuito elettrico, quindi controlla con il tester che non ci sia più tensione nei contatti delle prese. A questo punto, smonta il coperchio, estraendo leviti centrali, e allenta le viti. Una volta fatto estrai la presa e sfila i tre morsetti del filo della base, del conduttore neutro e di quello di terra.

Ora collega i fili al nuovo pezzo. Il conduttore di terra,quello di colore giallo e verde, dovrai collegarlo esclusivamente al filo dimessa a terra, che è unito ai contatti metallici della presa montata. Il filo nero e quello blu invece dovrai allacciarlo alle pinze metalliche per gli spinotti. Ora se i contatti sono allacciati, ovvero saldamente avvitati e inseriti nei contatti della presa, dovrai inserire il pezzo e stringere le viti finché il pezzo non è ben fissato.

L’importante è che le viti non leghino i fili che si trovano nella presa perché li danneggerebbero. Una volta fatto ciò avvita il coperchio e metti in funzione il fusibile, riaccertandoti per mezzo del tester che la funzionalità sia corretta. Per installare una nuova presa, dovrai procedere al collegamento dei tre fili a una scatola di derivazione e successivamente ad una presa. Esegui quindi l’allacciamento dei fili come descritto in precedenza.

Cosa Sono i Cocktail

Il cocktail è una bevanda composta da vari ingredienti che vengono miscelati tra di loro. Generalmente almeno uno di essi è alcolico. Nel 1930 si ha notizia di una pubblicazione, il Savoy Cocktail Book1, nella quale si stabilivano alcune regole generali per preparare un cocktail. L’arte di miscelare divenne talmente diffusa che nel corso degli anni nacquero associazioni di categoria specializzate come l’IBA (International Bartenders Association, nata nel 1951, www.iba-world.org) e, in Italia, l’AIBES (Associazione Italiana Barmen e Sostenitori, nata nel 1949, www.aibes.it) e la FIB (Federazione Italiana Barman, fondata da 3 barman, Massimo Speroni, Losavio Tommaso e Moschetti Andrea nel 2001, www. fib.cc). La storia dei cocktails va di pari passo con la storia di queste associazioni. Nel 1961 una commissione formata dai migliori barman di tutto il mondo (International Cocktail Committee) stabilì alcune regole per dosare i cocktail. Poi vennero scelti e codificati 50. Negli anni la lista si allungò fino a 60 cocktail regolamentari. Oggi invece i cocktail sono 66, divisi in 5 categorie dall’IBA: Pre-dinner, After-dinner, Long drink, Cocktails famosi (Popular) e Special cocktails.

Molto spesso sui libri trovate una suddivisione generica dei cocktails, come cocktail aperitivi, cocktail digestivi, cocktail “any time” e così via… L’IBA ha deciso di suddividerli in 4 categorie: Pre-dinner, After-dinner, Long drinks e Popular cocktails. All’inizio del 2010 poi è stata aggiunta una nuova categoria Special cocktails, dove al momento è presente un solo cocktail.
Cocktails aperitivi (Pre-dinner): si tratta di miscele dal gusto pulito, secco o amabile. In essi sono presenti ingredienti che stimolano l’appetito (per esempio i vermouth).
Cocktails digestivi (After-dinner): sono miscele dal gusto secco o amabili. A volte contengono liquori alle erbe e hanno un’alcolicità medio-alta. Un tipico esempio è l’Apotheke (non più presente tra i cocktails dell’IBA). Tra quelli più famosi come after dinner vi è sicuramente il Brandy Alexander (conosciuto universalmente semplicemente come Alexander, 2 cl di Cognac, 2 cl di Crema di Cacao scura, 2 cl di Crema di latte).
Cocktail long drink : la funzione di questi cocktails è dissetare. Per questo motivo la loro alcolicità è medio bassa o addirittura assente. I ling drink vanno dai 25 ai 30 cl, ma quasi tutti quelli codificati dall’IBA si aggirano intorno ai 15 cl.
Popular cocktails : sono cocktails diventati famosi grazie ad un passaparola oppure perché consumati da qualche personaggio famoso (è il caso del Cosmopolitan preferito dalla cantante Madonna e divenuto ancora più celebre per essere comparso nella serie TV Sex and City).
Special cocktails : cocktail dedicati a personaggi speciali, come al fotografo Phil Coburn che ha perso l’uso delle gambe in un attentato in Afghanistan.

Oltre a queste 5 suddivisioni più o meno nette, vi sono anche i cocktails “any time”: si tratta di bevande che grazie alle loro caratteristiche (alcolicità medio-bassa, gusto amabile, per esempio), si possono bere in qualsiasi ora del giorno e della notte. Un tipico esempio è il cocktail Grasshopper (2 cl di Crema di menta verde, 2 cl di Crema di Cacao bianca, 2 cl di Crema di latte).
Cocktail tonici: sono energetici, alimentari, corroboranti, e i loro ingredienti variano dalle uova, al latte; dai succhi di frutta e verdura freschi, fino ad arrivare al brodo di manzo (Bull Shot). Possono essere bevuti in qualsiasi momento della giornata. I cocktail caldi vengono consumati in genere nel periodo invernale, viceversa in estate si prediligono miscele fredde. Un esempio è il cocktail Bloody Mary che presenta tra gli ingredienti il succo di pomodoro.

Quali Strumenti Servono per Preparare Cocktail in Casa

Per poter lavorare da subito e preparare gustosi cocktails, quello che occorre è una buona attrezzatura. Basilare per la preparazione dei cocktail è l’uso dello shaker e del mixing-glass. Vediamo come funzionano. È molto semplice ricordarsi l’uso dello shaker e l’uso del mixing-glass. Lo shaker viene utilizzato per i cocktails più “densi” (composti, per esempio, da sciroppi, succhi, ingredienti comunque più difficili da amalgamare) e quindi che necessitano di essere “sbattuti” in modo energico. Esistono due varianti dello shaker: quello “americano”, chiamato semplicemente Boston e formato da due pezzi, un bicchiere in vetro e uno in acciaio; e quello “continentale”, formato da 3 pezzi: tappo, filtro e bicchiere in acciaio Il mixing-glass invece è formato da un solo pezzo, in vetro e viene adoperato per miscele più liquide e facilmente amalgamabili.

Ecco alcune norme da tenere a mente quando si usano questi due strumenti
-lo shaker deve essere agitato in maniera decisa per almeno 5 secondi
-lo shaker non va riempito più di quattro quinti per ottenere una miscelazione conveniente
-i vari ingredienti vanno versati nello shaker in quest’ordine: ghiaccio, zucchero, uova, latte, alcolici, succhi
-i cocktail chiari preparati con alcolici non liquorosi (esempio il vermouth dry) non vanno preparati con lo shaker
-bicchieri e ghiaccio debbono essere perfettamente puliti e inodori, motivo per cui può essere utile una macchina del ghiaccio.
-il contenuto dello shaker o del mixing-glass va versato nei bicchieri allineati riempiendoli prima tutti per metà e poi ricominciando dal primo per ottenere eguale distribuzione degli ingredienti per tutti gli ospiti, siano essi 2, 4 o più
-nei cocktails decorati (bucce d’arance o di limone, ciliege, o altro) bisogna curare molto la presentazione perché salta subito agli occhi e deve soddisfare l’ospite
-Champagne, spumanti o acqua soda non vanno mai introdotti nello shaker, ma versati direttamente nei bicchieri, sempre dopo gli altri eventuali ingredienti.

Oltre ai citati shaker e mixing-glass abbiamo altre attrezzature di “supporto”.
Bottiglia contagocce: è necessaria per dosare alcuni bitter, curacao, essenze e salse.
Boston: come accennavamo, è formato da due pezzi, uno in acciaio e l’altro in vetro che si incastrano uno nell’altro. Serve per agitare miscele con ingredienti densi (proprio come lo shaker “continentale”). Dopo la miscelazione, si apre e il contenuto resta solo nella parte in acciaio; si filtra con un passino (strainer). Il Boston è uno shaker a tutti gli effetti e viene anche chiamato “shaker americano”.
Cannucce: sono molto utilizzate, specialmente per i long drink. Per i bicchieri bassi sono adatte quelle corte.
Cavatappi: per l’apertura delle bottiglie. Meglio averne di diversi tipi, quello utilizzato dai sommelier è il migliore, soprattutto se siamo davanti a bottiglie con tappo a sughero. Esistono anche modelli più semplici (quelli idonei per i tappi a corona).
Coltellino: utilizzato principalmente per pulire la frutta e togliere la scorza degli agrumi. Si può utilizzare anche uno spelucchino.
Cucchiai: per miscelare alcuni cocktail generalmente si usa un cucchiaio a manico lungo. Il cucchiaino da caffè si utilizza per misurare la quantità di alcuni ingredienti.
Frullatore (blender): per frullare la frutta e miscelare alcuni ingredienti particolarmente densi. Può essere utilizzato anche per alcuni cocktail, come il Frozen Daiquiri e il Banana Daiquiri Frozen.
Frullino: è una lunga asticciola che termina con una paletta adatta per miscelare alcuni tipi di cocktail.
Grattugia : per grattugiare le scorze d’arancia, limone o noce moscata.
Lime squeezer: per spremere i lime tagliati a metà. Difficilmente reperibile nei negozi, si trova facilmente su Internet, in particolare su Ebay.it. Esiste anche una variante “messicana”. Macinino : per macinare pepe, cannella o altre spezie.
Mixing-glass : Recipiente in vetro tronco-conico in cui si realizzano alcune miscele. Il mixing-glass si usa per cocktail con ingredienti facilmente amalgamabili.
Passino: detto anche strainer. E’ una specie di paletta – in acciaio inossidabile o argento – che ha intorno una spirale per evitare che i cubetti di ghiaccio o pezzi di frutta cadano nel bicchiere.
Pinze: servono per prelevare i cubetti di ghiaccio.
Secchiello da ghiaccio: per raffreddare le bottiglie.
Sifone da seltz: per ottenere acqua con molta anidride carbonica.
Spremiagrumi : per ottenere il succo da limoni o arance.
Stopper: si tratta di una specie di tappo, ovvero di sistema di chiusura in metallo, che permette di richiudere ermeticamente le bottiglie di spumante o champagne senza dissipare il contenuto di anidride carbonica.
Tritaghiaccio: apparecchio elettrico o manuale che serve per ottenere ghiaccio tritato.

Con questi strumenti è possibile iniziare a lavorare.